Per Milano ITA

“Insieme potremo soffermarci sulla semplicità di un fiore che brilla nella luce annunciando un frutto, una nuova avventura, un seme, quindi un'invenzione. Potremo disegnarlo e forse dargli un paesaggio. Potremmo addirittura dargli un nome. E allora esisterà.”1
 

Una piccola esposizione, ma preziosa, presso lo SPAZIOBAD, per dare un nome a ciò che avanza verso il nostro sguardo, farlo esistere. La poesia del dare un nome a ciò che è nato libero dalla nostra lingua.

Il giardino come luogo dell'abitare, come luogo di apparizione del poetico, come luogo della propria casa, come luogo del sacro, come luogo di terra e di cielo, come luogo di magia, come luogo del volto, come luogo dello spettacolo del tempo, luogo del venire alla luce.

Una dedica per Milano: non una rassegna del Giardino nella “città di mezzo”, ma la reinterpretazione e la speranza di cinque autori che guardano al rapporto tra il recinto/paradiso2 del giardino, la forma della città, ed il loro “sentire”.

Sguardi: nelle immagini tempi diversi, ere diverse, spazi e luoghi diversi. Vissuti diversi, messe in scena diverse, emozioni e pensieri diversi. Generazioni diverse: diversi gli anni di nascita dei vari sguardi che si confrontano, dal 1948 al 1987. 

Ma qui uniti oltre il tempo, oltre lo spazio.

Così insieme: Giovanni Chiaramonte, Simone Casetta, Luigi Fiano, Lorenzo Martelli, Marcello De Masi.

Con discrezione, semplicità e musicale silenzio guardarci appena accanto e nella più piccola delle apparizioni, delle esistenze, nella più umile (e con umiltà noi) scoprire la bellezza: “Credo che una foglia d'erba non sia meno di un giorno di lavoro delle stelle […].”3
 

Marcello De Masi

 

  1. G. Clément, Giardini, Paesaggio e Genio Naturale Quodlibet, 2013, p.58
  2. Ibidem, p.15
  3. W. Whitman, Foglie d'erba, Mondadori Ed., Milano, 1991, p.71