Napoli / Gabriele Genovese Ricetta Pagnottiello

Ricetta pagnottiello

Gabriele Genovese

 

Stai per leggere la ricetta del pagnottiello napoletano. E immagino che tu, lettore che sei dall’altra parte, a breve diventerai un cuoco, o quasi. Prima di iniziare a leggere ti consiglio prendere alcuni accorgimenti, meglio prima della lettura, dopo infatti, la foga creativa è tale che potrebbe sfuggirti qualcosa, o comunque sarebbe un peccato pacare tale slancio culinario. Assicurai che la cucina sia pulita, nel limite della contaminazione sapori/odori; metti un grembiule o parannanza, ti prego evita quelli simpatici, quelli mezzi nudi, quelli maschilisti, quelli che cercano di riassumere e racchiudere la tradizione culinaria italiana su un pezzo di stoffa, evita anche quello con il tuo nome che ti hanno regalato. Tira fuori il piano in legno, si, proprio quello che non usi mai, chissà dov’è? Sarà dietro tutte le pentole e le padelle che giornalmente utilizzi. Infilati nell’armadietto e salvalo. Fumi? Se si fumati una sigaretta ora, avrai le mani sporche dopo e ti innervosirai, lo so! Fumo anche io. Spegni la tv e stacca i telefoni: fisso e cellulare. Dovresti essere pronto..ah! hai avvisato parenti e amici che per qualche ora non ci sarai? Fallo! Ti ricordo inoltre di seguire alla lettera la ricetta riportata.

 

Ingredienti:
 

- 48374943,098 GRANELLI DI FARINA O SEI AMNI PIENE

- UNA SECCHIATA D’ACQUA, QUELLA CHE VOLEVATE TIRARE AI RAGAZZI Giù DI SOTTO

- BEVETE MEZZA BIRRA

- 63548,048 GRANELLI DI ZUCCHERO

- 4/5 STRIZZATE DI MAMMELLA DELLA VACCA Più VICINA

- 22 DIAMANTI DI STRUTTO, COI CARATI CHE VI TROVATE IN FRIGO

- UN FILO D’OLIO

- 63548,048 GRANELLI DI SALE (SONO GLI STESSI DELLO ZUCCHERO, FATE ATTENZZIONE)

- PEPE q.b.......(fate quanto basta per non avere problemi che solo voi, nell’intimo, conoscete)

- allucchi q.b.

 

Ingredienti ripieno:
 

- 300 g. di cicoli (no ciccioli, ho detto cicoli) freschi

- formaggio dadini: provolone semi-piccante, grana, romano? Scegliete voi, e poi ogni 10 cubetti mangiatene uno

- salame napoletno, qua il taglio è a fantasia
- 3 uova sode
- sale q.b./pepe (vedi sopra)

 

Azioni
 

Prendete la farina, se avete meno di 60 anni, passatela tra i capelli, ricordate che è una ricetta tradizionale, antica.; se avete più di 60 anni lanciatene 2 pugni in cielo e spettate che si sia deposta intorno a voi. L’ambiente di lavoro è importante, tenete a mente che non state lavorando, ci stiamo facendo un piacere.

Con la restante parte di farina, modellate il Vesuvio, all’interno versate la secchiata destinata ai ragazzi che giocano a pallone sotto casa, se non c’è nessuna che gioca rivolgetevi a qualche nipote o cugino.

Aspettate che il vostro Vesuvio riscaldi appena l’acqua, in questo tempo potete scegliere un album di James Senese e inserirlo nel vostro lettore, vi servirà tra pochi minuti, indi tuffateci dentro il lievito di birra e con la calma di Renato I detto “il buono”, aspettate che si sia sciolto. Fate partire l’album di Senese e iniziate ad impastare, se avete scelto E' fernut' 'o tiempo, vi troverete benissimo: la durata del CD è la stessa della impastatura, verso le ultime note potrete notare che la pasta è ormai liscia, come il marmo del Cristo Velato. Ora prendete la pasta, accarezzatela, fasciatela con cura e portatela in camera da letto, spegnete la luce e fatela addormentare per almeno 3-4 ore. Se non si convince a riposare potete cantarle una ninna nanna, vi suggerisco questa: 
 

Fatte la nonna, fije, fatte la nonna,
la pace te la ria la Madonna!
Sante Nicola alla taverna jeva,
è va vigilia, e carne nun magnava:
Sante Nicola mie, biate a te!
Famme ste fije sant' e buon cumm' a tte!

 

Se la pasta è tranquilla e potete lasciarla da sola, in questo tempo che separa la massa dalla sua crescita , potete andare alle Fontanelle, terrete la fame lontana per un po’; certo poi le anime sentiranno il profumo e vi chiederanno di ripassare con un pagnottiello in cambio della grazia che vorrai. Vedi tu!

Tornati a casa troverete la pasta ormai adulta e un vostro familiare o amico pronto ad aiutarvi per stenderla, come un lenzuolo matrimoniale ancora caldo dai raggi del sole stendete, ancora un po’ stendetela.

Stendete ora un velo di strutto su tutta la superficie. Prendete gli ingredienti per il ripieno: cicoli, formaggio, salame e uova e riduceteli a piccoli pezzi della grandezza di pietre preziose: rubini, smeraldi, ametista. Come gioiellieri incassonate le pietre di salame, di cicoli nella pasta, e così con l’uovo sodo e con i formaggi preziosi. Immaginate di regalarlo a alla vostra amata, cercate una composizione equilibrata, ma allo stesso tempo personale e non replicabile anche per te. Agisci con cura e precisione, solo quando sarai soddisfatto, con la stessa decisione e violenza di Michelangelo arrotola il tutto, in fretta, non ci pensare.

Fai un breve conto di quanti siete in famiglia, qualcuno potrebbe portarsi un amico? Arriva ad un numero compreso tra 2 e infinito e taglia il bracciale, fanne anelli, uno a testa, uno a dito.

Prima di dirigerti verso il Vesuvio, riposati, chiudi gli occhi. I pagnottielli hanno riposato, tu no. Rilassati. Tienili ai piedi del vulcano per una mezz’ora. Fidati, A muntagna bella sa cosa deve bruciare e pure quando.
 

Per concludere caro lettore-cuoco-gioielliere, ti faccio presente che un pagnottiello buonissimo lo puoi mangiare da Poppella, alla Sanità.

 
 

GABRIELE GENOVESE

29 anni. Terminati gli studi superiori in Puglia si trasferisce a Milano dove si laurea in Scienze del Turismo e della comunicazione all'università IULM con una tesi sul Teatro di Narrazione. Si avvicina alla compangnia Atir con cui lavora ad alcune produzioni sotto la direzione di Marcela Serli e Serena Sinigaglia e con cui collabora stabilmente come conduttore di laboratori. Si diploma all'Accademia Teatrale Veneta dove studia tra gli altri con Karina Arutyunyan, Michele Casarin, Josè Sanchis Sinisterra, Ted Keijser, Gigi Dall'Aglio. Recita inoltre in U.N.O. Al Festival di Asti e in “C'era una volta” con la supervisione di Gigi Dall'Aglio per il Festival Venice Open Stage. É impegnato con ERT nel percorso su Teatro e territorio e nel progetto “Beni Comuni” ideati e diretti da Claudio Longhi. Finalista al premio Hystrio alla vocazione.