Napoli / Gabriele Genivese CustodisciMI

CustodisciMI

Gabriele Genovese

 

17.50 Fontanelle, Napoli. Un custode e un turista. Il custode è solo e sta scrivendo su un pezzettino di carta, pensa prima di scrivere una singola parola, come se stesse appuntando un elenco. Entra un turista, senza salutare.

Mi scusi, ma siamo in chiusura, 10.00-12.00 e 16.00-18.00

Il turista risponde che è solo di passaggio, e vorrebbe giusto dare un’occhiata.

Si, un giro veloce lo può fare, anzi se mi vuole seguire? Io anche devo fare l’ultimo giro di controllo, magari le racconto pure qualcosa che io sono qui da lunghissimi anni. Me ne occupo, me ne curo io di loro.

Il custode si avvia, il turista invece si guarda intorno. Curioso.

E mi segua, non abbia paura...solo dieci minuti però!

Vede quelle le ho messe io. Ed anche quelle lì, ci stanno una meraviglia.

E con questa invece, pensi, avevo vinto 152 mila lire 45-48-86 e l’ho portata qui, era il 1990, forse lei non si ricorda, si ricorda? No?...infatti. L’anno dei Mondiali...subito dopo la strage di Ponticelli li avevo vinti, insomma l’anno del secondo Scudetto e infatti come può vedere qui ci sono i fazzolettini del Napoli, non quelli del ‘90 ci mancherebbe, quelli li hanno già usati, questi più recenti, che a loro possono essere sempre utili, non crede?

E poi abbiamo qualche biglietto del tram che anche da morti ti fanno la multa.

E poi vediamo cosa posso farle vedere...ah certo, se viene da questa parte, abbiamo tutta l’oggettistica dedicata alla bellezza, alla donna, pure al maschio in verità ma chi vuole conservarsi e conservare la bellezza generalmente è la donna; vede qualche profumino che insomma può immaginare il disagio.

un elastico per capelli che in casa propria è sempre comodo,

qualche trucco soprattutto un po’ di fondotinta, (rimanga tra noi certe facce spente si vedono la mattina)

collanine, bracciali, anellini, spille, spillette, gemelli, fermacravatte, mah?

Il turista fissa lo sguardo in una direzione.

quello? Non quello, il bracciale in tessuto intende, quello è stata una richiesta specifica e l’abbiamo accontentata la bambina.

Quegli altri invece no! se vuole se li può pure prendere!

il turista si avvicina per prenderli

Scherzo! Non sia mai! Qua succede un macello, per carità!

Il custode butta uno sguardo al polso. Cinque minuti.

Non è opera mia lasciare articoli di bassa qualità. Come tante altre cose eh...li ha letti i messaggi privati...senta qua:

“uno di voi fa che trovi un buon posto di lavoro (serio e retribuito) per Alfonso e Paolo (cugini )in tempi brevi Alfonso e Paolo”

Chissà? Magari sti due stanno lavorando.

Qui ognuno ha il suo. Vede ogni monetina è posizionata esattamente lì dove deve stare. Essere generici non paga. Io ho una cura maniacale di questo posto. Pensi che mia moglie dice che la mia vera famiglia è questa. Può essere!

Il custode ride, il turista no.

ma lei non è di qui? La vedo infatti stranito, strabuzza gli occhi alle sole mie parole, se vuole mi fermo. mi fermo? Anche perché sarebbe finito l’orario delle visite.

Il turista, fa cenno di no, e si avvia verso una zona più illuminata.

E queste sono le sigarette che qualcuno il vizio non lo perde veramente mai, e difatti ci sono anche le cartine, lunghe e corte il resto lo dispenso io. Poi abbiamo i puffi, per quelli che sul serio saranno eterni bambini, e sempre per loro qualche merendina. Io cerco di non far mancare nulla, ci provo almeno. Anche quello lì, il giornale lo porto io, tutte le mattine, freschissimo: Il Mattino e la Gazzetta, dello Sport ovvio! quando hanno finito me lo porto a casa. (il custode prende i giornali) Guai se salto un giorno, non è proprio possibile, con questi non sfuggi. Ci vuole un’attenzione e una pazienza, io sarei già dovuto andare in pensione, ma ancora devono trovare un sostituto, un custode in grado di soddisfare tutti. Qui ci vuole esperienza e tatto.

Il turista prende un teschio e lo sposta.

Ma che fate? Fermo! Lasciatelo immediatamente. Piano! Lo rompete è disgrazia ricevuta poi!

Il turista posa il teschio in un altro punto e guarda fisso il posto vacante.

Senta, i dieci minuti sono finiti, siamo rimasi pure di più, si accomodi per piacere!

Il turista, si toglie lo zaino, lo apre e prende un teschio, impolverato. Poi parla.

Lì. Lì mi dovete mettere. E subito pure. La mattina un caffè. Il mercoledì, solo il mercoledì una pastorella, scegliete voi pure. Di fumare non fumo, e a quanto vedo questa non è zona fumatori. Di giornale portatemi Il Mattino, ma non ve lo ritirate la sera che potrebbe venirmi voglia di notte. Non cominciate coi prodotti di bellezza, che a me non me di conservare non me ne fotte proprio. Le caramelle, quelle si. cercate di variare: liquirizie, orsetti, mentine e balsamiche. Biglietti di tram, treni, aerei, evitate che ora che mi sono sistemato figuriamoci se mi sposto. Gioielli e gioiellini potete evitare, un orologio mi portate, non lo portate da polso che non saprei proprio che farne, e una radio. Le monetine? Scordatevi di mettermele in testa che fanno solo peso, se proprio

mettetele a fianco, dietro, e se volete fare cosa gradita in bocca. Ogni tanto un bicchierino di nocino, non esagerate che non posso. Poi portatemi un Harmony, che sono ancora innamorato. Quando succede qualcosa in città venite subito a riferire. E per iniziare è tutto, ma rimanete a disposizione. Di grazie ne faccio una al mese, al massimo, non vi aspettate miracoli. Va bene? Ah! Cerchiamo di rispettare gli orari, che oggi avete già sforato.

Il custode tranquillamente si toglie l orologio, poi prende carta e penna e scrive. Accenna un saluto con la testa, e prende le chiavi. È di nuovo solo. 

 

 
 

Gabriele Genovese

29 anni. Terminati gli studi superiori in Puglia si trasferisce a Milano dove si laurea in Scienze del Turismo e della comunicazione all'università IULM con una tesi sul Teatro di Narrazione. Si avvicina alla compangnia Atir con cui lavora ad alcune produzioni sotto la direzione di Marcela Serli e Serena Sinigaglia e con cui collabora stabilmente come conduttore di laboratori. Si diploma all'Accademia Teatrale Veneta dove studia tra gli altri con Karina Arutyunyan, Michele Casarin, Josè Sanchis Sinisterra, Ted Keijser, Gigi Dall'Aglio. Recita inoltre in U.N.O. Al Festival di Asti e in “C'era una volta” con la supervisione di Gigi Dall'Aglio per il Festival Venice Open Stage. É impegnato con ERT nel percorso su Teatro e territorio e nel progetto “Beni Comuni” ideati e diretti da Claudio Longhi. Finalista al premio Hystrio alla vocazione.